Scoperto un Cancro nella Magistratura italiana

Scoperto un Cancro nella Magistratura italiana

25 Giugno, 2020 BLOG 0

Cancro nella Magistratura Italiana

Il cancro è una malattia che si diffonde nell’organismo in cui abita. Se preso in tempo si può guarire. Nella terapia del cancro, anzi, la cosa più importante è la prevenzione. Attraverso degli screening periodici, per esempio per i tumori al seno delle donne, si può intervenire in anticipo e curarlo senza necessità di intervento o, comunque, “prenderlo in tempo”.
Tutti i corpi possono essere colpiti dal cancro e non solo quelli fisici ma anche quelli di uno Stato o della società nel suo complesso.
Quante volte abbiamo sentito dire che “La Mafia” è un cancro?
Questi cancri sono molto evidenti in una società ma ci sono cancri meno evidenti, più subdoli che è più difficile individuare ed estirpare.
La caratteristica di tutti i cancri è quella della diffusione che può essere lenta o veloce. La malattia si diffonde fino ad uccidere l’organo e il corpo in cui abita portandolo, appunto, alla morte.
Nella nostra società italiana ci sono tanti cancri “invisibili” che è difficile estirpare proprio per la loro caratteristica di essere subdoli o perché sono parte di poteri forti che controllano il corpo/organo delle Istituzioni.
A volte vengono scoperti o resi evidenti dalla cronaca. E’ il caso in questi giorni del cancro all’interno della Magistratura italiana retta dal CSM (Consiglio Superiore della Magistratura)
Il Consiglio superiore della magistratura è composto da 27 membri e presieduto dal Presidente della Repubblica che vi partecipa di diritto. Altri membri di diritto sono il primo presidente e il procuratore generale della Corte suprema di Cassazione. Gli altri 24 componenti sono eletti per i 2/3 da tutti i magistrati ordinari tra gli appartenenti a tutte le componenti della magistratura (membri togati, 16) e per 1/3 dal Parlamento riunito in seduta comune tra i professori universitari in materie giuridiche e avvocati che esercitano la professione da almeno quindici anni (membri laici, 8). Con la presenza di questi ultimi i costituenti vollero impedire che l’autonomia e l’indipendenza della magistratura si trasformasse nella creazione di una specie di casta separata da tutti i poteri dello Stato e gelosa dei suoi privilegi.
La stessa ragione ha spinto ad attribuire la presidenza del collegio al capo dello Stato, anche se bisogna aggiungere che tale presidenza ha prevalente carattere formale e simbolico, visto che il CSM elegge, tra i membri laici, un vicepresidente che svolge concretamente tutti i compiti connessi alla presidenza del collegio. La Costituzione non stabilisce direttamente quanti devono essere i componenti del CSM, ma si limita a stabilirne la composizione percentuale.
Il Csm dovrebbe quindi essere un Organo di autogoverno con lo scopo di garantire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura dagli altri poteri dello Stato. Si scopre invece che, attraverso il caso Palamara, non solo il CSM risulta essere, come dicevamo prima, autonomo rispetto al potere Esecutivo ma, anzi, vuole influire attivamente sullo stesso e sulla politica in generale.
Le intercettazioni contro Salvini e le nomine nelle varie Procure italiane pilotate per fini politici. Questo avviene perché all’interno del CSM anche i Magistrati appartengono a “Sindacati” che hanno una loro ispirazione politica come, ad es. l’ANM a cui aderiscono il 90% dei Magistrati Italiani che a sua volta è diviso in correnti di dx o di sx.
Ecco quindi che se la corrente di sx di ANM è maggioritaria, le nomine all’interno del CSM sono di sx ed infine, l’azione delle nomine nelle Procure e dell’attività dei Magistrati è di sx e quindi c’è l’azione politica contro i rappresentanti politici della dx.

Ecco che il cancro si diffonde nell’organo della Magistratura.
Cosa dovrebbe quindi farsi per evitare questo cancro all’interno di un Organo costituzionale?
Dovrebbe essere completamente riformato nella sua composizione e compiti e bisognerebbe, anche per evitare questo possibile cancro, fare un attività di prevenzione, così come avviene in un qualsiasi altro organo, fisico o sociale, volto ad evitare la diffusione e la morte dell’Organo ospitante. Ci dovrebbe essere una commissione permanente, all’interno della stessa che verifichi l’attività di nomina dei magistrati secondo parametri meritocratici prestabiliti e non di appartenenza ad un sindacato.

Michele Farina

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