I Centri Concentrici

I Centri Concentrici

21 Giugno, 2020 BLOG 0

I Centri…… Concentrici

Nella mia città ormai un Viale è diventato il viale dei supermercati. In meno di 1 km ci sono nell’ordine: Lidl, Penny, Tigodà e, fra un po’, il Mondo del risparmio. Tutti insieme daranno lavoro, forse, a meno di 100 persone e, a 1.300,00 euro di stipendio a testa, contribuiscono al “benessere” della comunità per circa 130.000,00 euro. A fronte di questo “contributo” incassano milioni di euro ogni mese. Se poi a questi 4 supermercati aggiungiamo i vari eurospin, Ipercoop, duplicazione degli stessi in varie altre zone, la pressoché totalità delle concessionarie auto e mobilifici extracomunali e gli acquisti via internet, allora, non posso fare a meno di pensare che ogni giorno la mia città PERDE soldi ed economia. La mia città diventa sempre più POVERA

Qual’è il contributo dato da tutte queste aziende alla mia città? Pochi spiccioli in confronto al drenaggio costante di liquidità!!!!

Come comportarsi e quale dovrebbe essere il punto di equilibrio economico e finanziario fra il territorio e le imprese extracomunali?

Mi viene in mente la teoria Keynesiana che parlava del valore di un contributo positivo o almeno di pareggio fra i soldi che entrano e quelli che escono da una comunità.

Keynes faceva l’esempio di un isola dove, se uno straniero “porta” la liquidità, e quella liquidità rimane nell’economia dell’isola, si genera un percorso/processo di benessere e di crescita, maggiore della liquidità inserita, proprio grazie alla circolazione di quella moneta aggiunta.
Facciamo un esempio: se uno straniero arrivava nell’isola e prendeva in affitto una camera d’albergo spendendo ad es. 100,00, quelle 100,00 che erano entrate nelle tasche dell’albergatore potevano servire allo stesso per pagare la lavanderia ed a sua volta, magari, la lavanderia poteva pagare l’elettricità se aveva avuto dei problemi con i suoi macchinari e magari l’elettricista poteva pagare le lezioni di pianoforte della figlia, e così via. Ecco che, la famosa 100,00 euro arrivata nell’isola aveva messo in moto un percorso virtuoso ben superiore al valore della semplice 100,00 euro, proprio a seguito della sua circolazione.

Anche se poi quella 100,00 non fosse rimasta nell’isola ma, ritornata nelle tasche dello straniero che le aveva portate, quella 100,00 aveva generato ricchezza.
Se lo straniero aveva pagato la prenotazione quando era ancora nella sua città, prima di arrivare nell’isola, l’albergatore avrebbe potuto metterla in circolazione e magari, se fosse tornata nelle sue tasche, restituirla allo straniero che avesse rinunciato a venire nell’isola. Quindi, il potere della CIRCOLAZIONE interna della moneta genera ricchezza anche nel caso di pareggio (100,00 euro entrate e 100,00 euro uscite).

Tutto il contrario di quello che sta succedendo oggi come prima dicevo. Milioni di euro che, non soltanto non restano nel territorio ma, addirittura, escono e quindi, l’opposto del generare ricchezza è la generazione di povertà!!!!

Come comportarsi quindi? Chiudersi a riccio e non permettere allo straniero di aprire le attività e di drenare liquidità?

Potrebbe prendersi spunto dalla politica di Marine Le Pen in Francia che parla di centri concentrici, ossia della possibilità di una tassazione differenziata in misura della localizzazione della casa madre dalla comunità. Quindi, il negozietto di paese paga x, il negozio extracomunale paga 2x, il negozio nazionale paga 3x e il negozio internazionale paga 4x e non in base ai metri quadri del negozio ma in base al fatturato del negozio. Più dreni e più paghi

Cosa comporterebbe questa scelta? Che tutti i soldi che verrebbero versati dai vari negozi, andrebbero a favore della comunità e quindi o con minor tassazione locale dei cittadini o con piani di sviluppo locale. Parchi, giardini, scuole, ecc. ecc. che genererebbero lavoro per tutta la comunità.

Un impresa che volesse aprire su quel territorio dovrebbe fare una valutazione economica che tenga conto anche di questo fattore di maggiore tassazione nella sua scelta operativa.
La globalizzazione, e quindi questo eccessivo neoliberismo senza nessuna correzione e regole, ci vedrà perdenti e consegneremo sempre più moneta e potere nelle mani di pochi a scapito del popolo e delle comunità locali in cui viviamo

Dobbiamo ripensare l’intero sistema economico di questa Nazione. Non è possibile continuare ad essere ciechi e a “parlare” sempre delle stesse stronzate.

La politica attuale non ha orizzonti e politiche economiche che vadano oltre il proprio naso.
I politici attuali sono tutti nani pagati e venduti oltre che miopi.
Quando si tornerà a fare politica economica seriamente?
Quando ci sarà qualcuno che dichiarerà dove vuole portare il Paese?

Viviamo nell’emergenza, sanitaria ed economica ma sono solo 2 emergenze in confronto alle tante emergenza del Paese (magistratura, sanità, istruzione, immigrazione, ecc. ecc.) ma la più grande è proprio l’EMERGENZA POLITICA!!!!

Michele Farina

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