Art. 5 Costituzione

Art. 5 Costituzione

18 Giugno, 2020 BLOG 0

Art. 5.
La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.
L’art. 5 per la prima volta, non parla di popolo, uomo o cittadini ma di organizzazione territoriale.
Ribadendo l’indivisibilità dello Stato, parola anch’essa usata per la prima volta, riconosce la suddivisione amministrativa del territorio in quelle che definisce le Autonomie Locali, ossia, le Regioni.

Demanda, alle autonomie locali, le competenze nei servizi che dipendono dallo Stato come, ad esempio, la sanità.
Il titolo V della Costituzione, negli artt che vanno dal 114 al 133, specifica tutto il rapporto Stato Regione enunciato nell’art.5 che è uno dei Principi Fondamentali della Costituzione (artt 1-12). Tralasciando i primi 3 artt del titolo V, nell’art 117 vengono precisati i Poteri ed i rapporti Stato-Regione

Art. 117. (1)
La potesta’ legislativa e’ esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonche’ dei
vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.
Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:
a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato;
rapporti dello Stato con l’Unione europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea;
b) immigrazione;
c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose;
d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi;
e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; armonizzazione dei bilanci pubblici (2); perequazione delle risorse finanziarie;
f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del Parlamento europeo;
g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali;
h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa locale;
i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;
l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa;
m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;
n) norme generali sull’istruzione;
o) previdenza sociale;
p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Citta’ metropolitane;
q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale;
r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell’amministrazione statale, regionale e locale; opere dell’ingegno;
s) tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali.
Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a:
rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni; commercio con l’estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia; previdenza complementare e integrativa; (3) coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attivita’ culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potesta’ legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.
Spetta alle Regioni la potesta’ legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato.
Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi comunitari e provvedono all’attuazione e all’esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell’Unione europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da legge dello Stato, che disciplina le modalita’ di esercizio del potere sostitutivo in caso di inadempienza.
La potesta’ regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva, salva delega alle Regioni. La potesta’ regolamentare spetta alle Regioni in ogni altra materia. I Comuni, le Province e le Citta’ metropolitane hanno potesta’ regolamentare in ordine alla disciplina dell’organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite.
Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parita’ degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parita’ di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive.
La legge regionale ratifica le intese della Regione con altre Regioni per il migliore esercizio delle proprie funzioni, anche con individuazione di organi comuni.
Nelle materie di sua competenza la Regione puo’ concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme disciplinati da leggi dello Stato.
Nella prima parte dell’art 117 c’è una dichiarazione di equivalenza e collaborazione nella potestà legislativa soggetta alla Costituzione nonche’ dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali. Quindi, la Costituzione come faro principale ma, la subordinazione, passato il limite costituzionale, all’ordinamento Comunitario e da obblighi internazionali (eventuali accordi o trattati commerciali e politici).

La 2° considerazione con riferimento all’art 117 è che, precisati quelli che sono le materie di potere legislativo esclusivo dello Stato, il resto può e deve essere di competenza legislativa regionale per l’attuazione del decentramento a cui fa riferimento l’art 5.
C’è a questo punto la necessità di farci delle domande. Prima fra tutte quella dell’efficacia ed efficienza del attuale decentramento.
Solo a titolo di esempio in materia di acquisto di dispositivi sanitari e quindi di spesa pubblica. Questo decentramento ha naturalmente comportato sacche di potere e di malaffare.
Anche in termini di pianificazione di sviluppo socio-economico dell’intero territorio questa politica mostra i limiti ed ingenera invece, richieste secessioniste delle regioni più ricche a scapito delle altre.
Andrebbero invece create differenti politiche economiche in base alle potenzialita socio-economiche e geografiche del territorio.

Avv. Michele Farina
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