Possibili Soluzioni: Italexit, ecco gli step per uscire senza salutare

Possibili Soluzioni: Italexit, ecco gli step per uscire senza salutare

3 Aprile, 2020 NEWS 30

Italexit, ecco gli step per uscire senza salutare
Ventidue punti per uscire dall’Euro senza salutare: dalla Nazionalizzare della Banca d’Italia al blocco dei fondi in uscita. Ecco gli step per andarsene dall’Euro senza salutare. È caduta la maschera del perbenismo europeo e adesso dobbiamo insegnare nelle scuole come la Germania abbia intenzionalmente utilizzato la moneta unica come clava per dominare l’Europa. Statonote, nazionalizzazione di Bankitalia, Criptovaluta di Stato, gestione del debito e l’Italia riparte con export, nuova Lira e nuovo IRI
di Marco Casciaro Gentili e Michele Farina*

Ecco gli step per andarsene dall’Euro senza salutare. È caduta la maschera del perbenismo europeo e adesso dobbiamo insegnare nelle scuole come la Germania abbia intenzionalmente utilizzato la moneta unica come clava per dominare l’Europa. Statonote, nazionalizzazione di Bankitalia, Criptovaluta di Stato, gestione del debito e l’Italia riparte con export, nuova Lira e nuovo IRI.

Il piano B di Savona si basa su studi analoghi precedenti:

il Rapporto NOMURA Holding “Euro Exit and Breakup – Legal Risk, Contingency Planning and Uncertainty” del Novembre 2012 di Dr Nick Firoozye, Strategic Credit Group
“Leaving the euro: A practical guide” elaborato da Roger Bottle, Ceo di Capital Economics

Il piano B di Savona deve essere rivisto. Appare evidente il fatto che quel piano fosse concepito in un momento storico differente. Sono passati cinque anni. E allora l’approccio era quello del tipo: prepariamo un piano perché non possiamo non averlo, tanto poi non lo useremo e intanto bisogna tenere rapporti cordiali. Una sorta di buon viso a cattivo gioco. Per evitare opposizioni con altri paesi europei. Nel 2015, quando il piano è stato pensato, indossavano ancora tutti la maschera del perbenismo europeo, che poi è vergognosamente caduta in frantumi nei mesi di febbraio e marzo 2020, con l’emergenza Coronavirus.

La brutta verità che nessuno racconta e che dovremmo portare da oggi nelle scuole elementari, per creare coscienza diffusa, è che l’Europa è lo strumento attraverso cui la Germania realizza il dominio sui popoli europei, attraverso la clava della moneta unica Euro.

L’art 3 A comma 2 del Trattato di Maastricht, comprende la fissazione irrevocabile dei tassi di cambio, che ha l’obiettivo principale di mantenere la stabilità dei prezzi e, fatto salvo questo obiettivo, di sostenere le politiche economiche generali nella Comunità conformemente al principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza.

Avendo imposto un cambio fisso (cosa di per se già assurda per una moneta circolante in paesi a diverse velocità e caratteristiche), e non avendo i paesi dell’Euro alcuna autonomia in relazione all’emissione di moneta o alla politica economica, L’Europa è di fatto e inevitabilmente un continuo automatico flusso di risorse che vengono drenate da tutti i paesi in deficit (Grecia, Spagna Italia), verso il paese in surplus, con un più alto sviluppo industriale (vedi Germania), e che di fatto ricicla il surplus come aiuti verso gli stati in deficit su cui lucra una seconda volta, arrivando ad impadronirsi, attraverso MES e Troika, anche della politica fiscale (ma anche della giustizia amministrativa e penale), con il potere di imporre l’Austerity e ridurre il popolo alla fame, continuando a drenare risorse, in modo spietato, fuori da qualunque logica umana.

Va da se, che il meccanismo non è casuale, ma criminale.

L’opzione migliore in assoluto sarebbe quella di una comune decisione dei paesi aderenti di sciogliere l’Unione monetaria e tornare tutti alle proprie sovranità nazionali e udite udite azzerare il debito… di tutti! Sembra fantascienza ma in realtà converrebbe a molti, e una proposta simile potrebbe incontrare anche il favore dei paesi del nord.

In ogni caso, se questo non avvenisse, dobbiamo farci trovare preparati ed essere pronti con una wayout immediatamente percorribile.

Detto questo, vedremo i punti salienti del piano B di Savona, e sottolineeremo quali invece sono gli aspetti superati del piano B, che vanno ripensati, viste le modifiche dello scenario geopolitico attuale, e che obbligano delle varianti che portano quello che chiameremo un piano C.

1) Nazionalizzare Banca D’Italia riunificandola al Tesoro come era prima del divorzio del 81.

2) Introdurre la nuova Lira emessa dal Tesoro (Statonota), con cambio 1:1 con l’Euro, a cui inizialmente si affiancherà. Questo perché per almeno i primi 6-12 mesi è previsto dai trattati l’obbligo dei doppi prezzi Nuova Lira/Euro.

Citando ancora L’art 3 A comma 2 del Trattato di Maastricht si legge, in effetti che: “La moneta unica (…) è una moneta comune a tutti i paesi Europei ma non l’unica moneta. Per cui la Nuova Lira non viola affatto i trattati.

Si parte quindi dalle conversioni dei conti bancari, poi assegni, carte di credito o prepagate dal vecchio Euro alla nuova Lira.
Nella transizione si possono utilizzare le monete da 1 e 2 Euro sempre al tasso 1:1
Intanto la Zecca inizia anche la stampa delle monete in Nuova Lira e Banca d’Italia/Tesoro emettono Statonote di Nuova Lira.
3) Processo Simil “Redemption” per la conversione degli Euro: Via via che si procederà al cambio di Euro verso Nuova Lira, tutti gli Euro in circolazione e depositati nei conti verranno raccolti e depositati presso un conto corrente intestato al Tesoro. Ora la cosa a cui nessuno pensa è che quelle risorse sono già disponibili e spendibili e sarebbero ampiamente sufficienti a ripagare la quota di debito pubblico in mano a investitori esteri (circa il 30% del Debito Pubblico).

Chiaramente converrà comunque rinegoziare il debito, e si dovrà valutare la simulazione di un default idealmente sufficiente a riportare il rapporto debito/pil al 60%, una sorta di saldo e stralcio. Questo potrebbe rendere inutile (o quantomeno ritardare) la necessità della modifica alla Lex Monetae (art. 1277-1281 del Codice Civile, che determina le modalità di pagamento di un’obbligazione pecuniaria quando essa è determinata in valuta non avente più corso legale in Italia.

La Nova Lira sarebbe uno StatoNota NON A DEBITO, parallela all’Euro almeno nella fase iniziale, ma l’Euro non perderebbe il suo corso legale. Sarebbe pertanto ipoteticamente possibile saldare il debito pubblico in Euro. Si tratta di una provocazione, perché in ogni caso il debito pubblico NON E’ una posta destinata ad essere ripagata ma ricontrattata, quello che si paga sono gli interessi sul debito pubblico (su cui la voce più impattante sono gli INTERESSI ALLE BANCHE), funziona un po’ come la rata di ammortamento di un finanziamento in conto economico.

4) Comunicazione e ufficializzazione di ExIT agli altri Stati Membri e agli organismi sovranazionali BCE, FMI, MES appellandoci all’art 50 del Trattato di Libsona che al comma 1 recita: “Ogni Stato membro può decidere di ritirarsi dalla Ue in conformità alle proprie norme costituzionali”.

Il riscatto della sovranità economica e monetaria e riunificazione del Tesoro e Banca d’Italia (separati nel 1981) sono l’unica scelta compatibile con la Costituzione Italiana. I Padri fondatori attraverso l’art. 11 della nostra Costituzione avevano aperto NON alla cessione, ma solo alla “limitazione” della propria sovranità in favore di un bene comune più ampio, riferito espressamente all’ONU e alla pace tra i popoli. Qualunque interpretazione estensiva di questo principio fu respinta dall’Assemblea Costituente. Eventuali ulteriori cessioni di sovranità, ovvero limitazioni politiche per il fine della creazione degli USE (Stati Uniti d’Europa), non solo non sono contemplati ma addirittura sono vietati dall’art. 139 della nostra Costituzione avendo previsto l’immodificabilità della “forma Repubblicana”.

Di fatto hanno dovuto aggirare la nostra Costituzione per farci aderire ai trattati internazionali europei, arrivando perfino, ex post, ad inserire il pareggio di bilancio nella nostra Costituzione, al pari di dignità, lavoro e salute. Una bestemmia per l’Italia, culla del diritto sociale.

5) Studiare, in assoluta segretezza, una Criptovaluta di Stato, Gold Backed, o Real Estate Backed (sul modello Cinese e Russo).

Potrebbe diventare lo strumento principe per i pagamenti dei fornitori del settore Pubbliche Amministrazioni (Sanità che rappresenta l’80% delPil, ma anche PA Centrale e Locale)
Potrebbe diventare lo strumento principe per il pagamento delle tasse.
Sarebbe un sistema incorruttibile e pubblico che girerebbe sublockchaincon evidenti vantaggi di sicurezza, trasparenza e controllo.
Questa servirà a ridurre la necessità totale di moneta fiat Nuova Lira, contribuendo a ridurre l’effetto inflattivo.
6) Ristabilire immediatamente la divisione tra banche d’affari e banche commerciali.

7) Revisone immediata delle modalità d’asta dei Titoli di Stato Italiani da Asta Marginale a Asta Competitiva.

8) Riattribuzione del potere di essere compratore di ultima istanza a Banca d’Italia, e obbligo per le banche Italiane di acquistare quote dei titoli di Stato emessi (sul modello Giapponese).

9) Ricostituzione dell’IRI e di una politica Pubblica forte che miri a tornare in possesso delle aziende strategiche del paese finite in mani estere, di alcune banche dovesse esserci bisogno, evitando al contempo di continuare a svendere altre nostre aziende strategiche e vitali per il Sistema Paese.

10) Potenziamento delle possibilità di intervento di CDP nel sistema.

11) Durante il periodo di transizione bisognerà intensificare i controlli per evitare fughe di capitali, per cui durante le 48h, da venerdi al lunedi necessarie per l’avvio del piano C, bisogna chiudere le banche e congelare le movimentazioni.

12) Per Savona, la svalutazione necessaria per recuperare la competitività verso la Germania è del 15%-25% ma a nostro avviso in totale sarà inferiore, visto che in UE rimangono altri paesi meno competitivi oltre alla Germania, e che possiamo limitare l’effetto inflattivo utilizzando anche altri strumenti (Vedi criptovaluta per i pagamenti della PA ai propri fornitori).

13) Moderare l’impatto inflattivo con tutti gli strumenti fiscali di detassazione, ex post, dei redditi da lavoro, ma prima di pensare al problema dell’inflazione dovremo aver raggiunto la piena occupazione, e almeno saremmo usciti dalla stagflazione.

14) L’export tornerebbe a crescere e potremmo riacquistare quote di mercato perse.

15) Bisognerà ristabilire tutti gli accordi con TUTTE le potenze mondiali USA, CINA, RUSSIA, e con tutti gli altri paesi, ristabilendo rapporti commerciali e tornando a spingere sulle nostre eccellenze in ogni campo.

16) Impostare una politica fiscale vantaggiosa che attragga i capitali di investitori, delle grandi aziende, i giganti del Web, multinazionali, fondi. Olanda, Lussemburgo, UK, Malta, Cipro, Svizzera non sono più intelligenti di noi, sono solo più furbi.

17) Potenziare e massimizzare e rendere certificabili e bancabili i crediti d’imposta.

18) Certificazione immediata di tutte le risorse Europee a favore di imprese Italiane (fondi POR, PON ecc. senza attendere rendicontazione, in modo da scongiurare richiami dei capitali da parte dell’Europa).

19) Accordo sulla ricerca con tutte le altre potenze mondiali, abbiamo le migliori menti da mettere a servizio del mondo, l’Italia è ora che si prenda il ruolo che le spetta. Piattaforma di ricerca unica sui temi di interesse mondiale.

20) L’Italia dovrà essere in prima linea su Tecnologie, Ricerca, Sanità, e quest’ultima dovrà tornare dalle Regioni sotto la competenza Statale. Perché ammalarsi non deve essere, come oggi, più costoso e pericoloso al SUD, rispetto al Nord.

21) Rimettere la dignità dell’uomo, la compassione e l’essere umano al centro, e quindi la Politica prima della finanza. In due parole, torniamo all’Umanesimo dell’economia attraverso l’indipendenza monetaria.

22) Blocco immediato di tutti i fondi in uscita verso paesi esteri (Cooperazione internazionale), previsti su tutti i MoU (Memorandum of Understanding) già sottoscritti che prevedono la clausola di recesso per necessità di Stato, o altra wayout legale.

30 risposte

  1. Giuseppe ha detto:

    E. Semplicemente. Magnifico lo speravo da. Anni. Ragazzi facciamo veloce

  2. Yasmina Cordahi ha detto:

    Quindi non servirebbe a nulla un referendum?

  3. Giuseppe Gargiulo ha detto:

    Simpatizzante

  4. Valerio ha detto:

    Purtroppo non vedo altra soluzione che l’uscita dall’unione Europea e dall’Euro ,
    con un minimo d’orgoglio nazionale è difficile accettare che chi si fa forte e detta le regole si sia appropriato già di buona parte delle ricchezze Italiane ! E poi sono convinto che l’Italia può rialzarsi e fare meglio da sola .

  5. Salvatore Fiorenzo ha detto:

    Il progetto è bello , direi quasi troppo bello per essere vero,oltre che molto ambizioso.
    Io da semplice cittadino, non competente in materia non posso dire se sia realizzabile o meno, fatto sta, che come artigiano Italiano, mi auguro che si possa davvero realizzare qualcosa del genere e ritornare a valorizzare il vero MADE IN ITALY.

  6. Matteo ha detto:

    Il punto 5 è utopia. Tre giorni per inoltrare una domanda all’inps è un monito.

  7. Fabio ha detto:

    Ottimo sono d’accordo,anche se alcune cose erano state gia’ dette da Marco Saba 2 anni orsono

  8. Gabriele ha detto:

    Finalmente un quasi programma sensato, i primi 22 punti sono validi, ancora qualche incertezza sull’attuazione, ma più piani possibili danno la possibilità di adeguarsi alle possibili situazioni a cui si andrà incontro.
    Si va incontro all’Italia ed agli italiani e questo è ciò che va fatto.

  9. Fabrizio ha detto:

    Grazie per il lavoro e l’impegno che state mettendo per riportare l’ITALIA LIBERA AMICA DI TUTTI, SOVRANA DEL PROPRIO POTENZIALE E A BENEFICIO DI TUTTO IL POPOLO.
    Grazie, con stima Fabrizio

  10. Maurice Daniel ha detto:

    E perché non aggiungere, per esempio, il blocco delle importazioni di prodotti tedeschi e olandesi per un certo numero di anni e rimettere in moto i macchinari di quella parte di Fiat inutilizzati per fare nuovi modelli e cercare di rimediare in parte alle porcherie del sig. Marchionne e Obama?

  11. luca giacobazzi ha detto:

    Ottimo articolo. Non è proprio facile ma si può fare!!

  12. giovanni ha detto:

    Buongiorno , senza una volontà politica , come si applica tutto questo?

  13. Eduardo ha detto:

    Andiamo fino in fondo!!

  14. Germano ha detto:

    leggerò l’articolo con calma dopo averlo copiato e incollato in un editor di testo perché a causa dei colori scelti il sito è faticoso da leggere.
    Cambiate font e scurite il testo o rischiate che molti nemmeno lo leggano

  15. Germano ha detto:

    Riguardo alla sezione dedicata agli investitori esteri e in particolare ai giganti del web suggerirei, invece di appoggiarsi all’estero, investire in piattaforme web nazionali, in modo da gestire i dati da noi invece di dover passare da server stranieri. Suggerirei inoltre di prevedere una piattaforma nazionale di commercio online interno, evitando così di vedere montagne di capitali drenati verso l’estero come ora succede con amazon.

  16. MASSIMO GUIDARELLI MATTIOLI ha detto:

    Occorre unire gli sforzi e il nostro gruppo da un milione diventa 2, 3, 5 milioni di persone. É stato pubblicato sulla rete il Piano di salvezza nazionale da un gruppo di circa 100 promotori dino i noti tra i quali Guido Grossi, Ilaria Bifarini, Glauco Benigni, Giulietto Chiesa, Pietro Ratto, Nino Galloni. Hanno invita il piano al Governo e al Parlamento e ai cittadini per discuterlo.Simile al nostro piano Stop Europa. Chiedo ai promotori di contattarli info@pianodisalvezzanazionale.it Superiamo i campanilismi. L’unione fa la forza!

  17. Giliberto Graziano ha detto:

    Anche se non capisco bene di finanza ma da ciò che ho letto sembra possibile e da libero cittadino ITALIANO lo condivido e mi auguro che il nostro paese torni ad essere una grande nazione fondata sul lavoro e libera da questa ue che ci a impoverito e resi schiavi. Porgo i miei saluti e buon lavoro

  18. Florinda Proietti ha detto:

    Premetto che non sono un’esperta, ma dato che il mio “mestiere” per oltre 30 anni è stato amministrare una “microimpresa” che ha avuto in passato fino a 38 dipendenti, sono riuscita a capire abbastanza il programma per uscire dall’Europa.
    Il linguaggio usato è accessibile a tutti.
    In ogni caso l’importante è : USCIRE DALL’EUROPA.
    E ricominciamo daccapo‼️ come avvenne negli anni ottanta quando la nostra Lira fu svalutata del 20% e accadde l’inverosimile, l’Italia schiacciò la Germania e si riprese a tal punto che si piazzò tra le prime 7 Nazioni al mondo.
    Però, protezione massima per tutti i risparmiatori italiani che hanno investito nei Fondi Europei, l’Europa non ci deve mettere le mani.
    Poi c’è la dobbiamo vedere con il Governo in carica‼️ tra le cui file si annidano ancora europeisti e i peggiori traditori della ns. Patria.
    Draghi tecnico, sento fortemente certa che saprà guidarci.

  19. Gabriele ha detto:

    Di soluzioni ce ne sono tante più o meno valide e attuabili….. Il problema è come attuarle senza sbarazzarsi del governo??

    • giovanni ha detto:

      infatti ? i nostri attuali cari politici hanno tutto da perdere ad uscire dall’euro sia essi di sinistra che di destra preferiscono le mangiatoie sono molte bene foraggiati le soluzioni anche se validissime non verranno prese in considerazione.
      In uno stato sovrano con la propria moneta e in piena occupazione non avrebbero piu’ il loro potere sulle persone e questo li spaventa a morte . Purtroppo per noi non abbiamo abbastanza tempo siamo ridotti male e tra un po’ temo che entreremo in un punto di non ritorno. Nulla sarà come prima.

    • Vittorio Latorrata ha detto:

      Gabriele,

      Unica soluzione che vedo, nel breve periodo, e’ utilizzare il consenso ottenuto da Stop Europa per “convincere” le forze euroscettiche in parlamento (Lega e FdI) a iniziare un dialogo con gli altri stati europei per proporre un ritorno alle sovranità monetarie per tutti e far crescere cosi nell’opinione pubblica questa posizione che ti ricordo ad oggi, secondo un sondaggio fatto qualche giorno fa, solo per il 25% e’ pro europa.

      Altrimenti, lungo periodo, bisogna fare un partito, radicato sul territorio, aspettare elezioni e sperare di prendere la maggioranza al parlamento to eventualmente alleandosi con gli euroscettici…ma la vendo lunga e difficile.

      Dobbiamo battere il ferro finche’ è caldo e usare la testa di ponte già presente in parlamento.

      Ciao.

      Vittorio Latorrata

    • Adele Incoglia ha detto:

      Bisogna andare al governo . Esserne parte attiva . La democrazia ci contraddistingue . Stiamo semplicemente rimettendo le cose a posto. Con logica . Longimiranza . Etica ed economia razionale . Stiamo ripristinando i valori umani e sociali. Altri ci seguiranno. ! Molti molti altri. Quando purtroppo in un paese regna la paura. La corruzione . L’irrazionalita’ che portano lalla illegalità totale che portano all’asservimento della ragione alla forza bruta . Gli uomini liberi e onesti hanno il dovere di fare da guida !!! Facciamolo ora !!!

  20. Angela ha detto:

    Si possono già mettere in atto, visto che questo governo ha tutt’altro in mente?
    Siamo in tempo o siamo in via di estinzione?

  21. Maria Pugliese ha detto:

    Premetto che non sono laureata in scienze delle finanze pero’ io penso che l’Italia non puo’ ritornare alla lira, che in questo momento e’ carta straccia rispstto alle monete forti ( tipo l’euro, con cui bene o male bisognera’ fare i conti, o il dollaro). Dice giusto l’autore dell’articolo quando parla di una criptovaluta, ma, aggiungo, di valore superiore o uguale all’euro in modo da non perderci nel cambio. Reintrodurre i confini nazionali con le dogane e chiudere le frontiere sia al nord che al sud ( nel mar mediterraneo), chi vuole entrare deve bussare alla porta. Poi all’interno dello Stato finalmente aprire le fabbriche anche al Sud perche’, signori siamo tutti uguali, e abbiamo bisogno di lavorare! E non e’ vero che al sud la gente non vuole lavorare : non lo trova il lavoro ! Quindi sfruttare il fenomeno delle startup per far lavorare quanta piu’ gente possibile ! Impiantare al sud fabbriche di tutti quei prodotti che la Germania viene a vendere da noi !

  22. Maurizio Clemente ha detto:

    Non essendo io in tecnico ne politico ne economico, ma solo un piccolo imprenditore pensante, la mia idea rispecchia moti dei 22 punti che ho appena letto.
    Vorrei comunque dare il mio contributo di seguito:
    Stampare la Lira subito da usare nei confini nazionali con la liquidità in € dimezziamo il debito pubblico
    Facciamo partire un grande piano di ammodernamento del paese che sarà un volano decennale per la nostra economia
    Usciamo dall’Europa
    Ristrutturiamo la fiscalizzazione con una tassazione fissa al 15%
    Fino a 500.000 milioni £ e 25% per redditi superiori
    Agevoliamo le imprese estere a venire in Italia a fare impresa con agevolazioni ma senza regalare nulla.
    Secondo me questo è un piano di massima che farà volare l’Italia con i motori al massimo andando a riprenderci la leadership nei confronti dei paesi europei e tornare ad essere una delle prime potenze mondiali.

  23. Giuseppe di Giorgio ha detto:

    Risolverebbe tutti i problemi nostri.

  24. Vittorio Latorrata ha detto:

    Buongiorno,

    Secondo me, e lo sostenete anche voi, bisogna concertare un ritorno alla sovranità monetaria di tutti gli stati dell’Eurozona.

    Questo è fattibile mettendo sul piatto il fatto che non facendo adesso, in questa situazione epocale, gli Eurobond significa non credere nel progetto europeo fin qui portato avanti.
    Non c’e’ nei fatti una volontà vera di arrivare a una unione politica che porti agli USE.

    Questa “condivisione” a livello Europeo può essere accompagnata in parallelo alla creazione di Statonote da inserire nel circuito dei pagamenti nazionali.

    Una uscita “da fine settimana alla Savona” e’ obbiettivamente irrealizzabile.

    Sono disponibile a dare il mio contributo…contattatemi pure.

    Un caro saluto

  25. Ganfranco ha detto:

    E come facciamo con il consiglio superiore della magistratura che è colluso e di parte politica?… Lo trovo giusto uscire dall’euro e dalle imposizioni tedesche che è già la terza volta in un secolo che tentano di mettere le mani sulla nostra riserva aurea… Due volte con la guerra e ora con il debito… Gli italiani sono troppo divisi, ci sono troppi partiti politici e un gioco di coalizioni per ribaltare le elezioni… Non fanno gli interessi del popolo, si vede dagli stipendi, dai vitalizi, dalle pensioni che continuano ad aumentare e sono ipnotizzati dagli incantatori di serpenti della massoneria tedesca… Fino ad ora hanno remato contro contribuendo al debito e regalando i gioielli di famiglia ” le industrie e le marche made in Italy ecc” hanno con questo dimostrato che non sanno amministrare e gestire la nazione.. Parte degli italiani, io compreso, sono d’accordo nel fare altri sacrifici per tornare a essere liberi e creativi come siamo sempre stati ma ci vorrebbe un impegno anche da parte della politica e sopratutto della magistratura che dovrebbe vigilare e basta; senza indagare chi è di diverso ideale. Sappiamo che di risorse ne abbiamo tante e qualitative con un po di impegno, chiudendo le frontiere perché l’Italia è tutta un museo di storia e architettura, e avendo dei politici con un po di talento e un po di prospettiva mentale, possiamo ancora farcela.
    Usciamo da questa Europa che ci vuole rapinare….

  26. Marco ha detto:

    Sin dal inizio sono sempre stato contrario all’entrata in Europa,
    Ho giurato onore e fedeltà alla mia Patria, che oramai da troppo tempo ,vedo decadere ed opprimere, riprendiamo quella sovranità, per cui i nostri nonni ,ed antenati, hanno combattuto e versato sangue per garantirci un futuro migliore.
    Viva l’ Italia.

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